D.Lgs. 179/2026 in vigore: cosa cambia per l'AI al telefono

Dal 23 ottobre 2026 è in vigore il decreto legislativo 179/2026, che adegua le norme italiane all'AI Act europeo. Per chi fa rispondere al telefono un assistente AI non cambia la regola di fondo: chi chiama deve sapere che parla con un'intelligenza artificiale, come chiede dal 2 agosto l'articolo 50 dell'AI Act. Cambia che ora in Italia ci sono le autorità che la fanno rispettare e le sanzioni per chi non lo fa. Il testo è nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026.
Questa guida è per ristoranti, studi medici, hotel, officine e tutte le PMI che usano o valutano un assistente telefonico AI. Non è un commento giuridico completo: è quello che serve sapere per rispondere al telefono in regola.
I fatti: cosa contiene il decreto
Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, ha 54 articoli. Per le imprese che usano l'AI con i clienti contano quattro punti:
| Tema | Cosa prevede | Perché conta al telefono |
|---|---|---|
| Autorità | AgID e ACN sono le autorità nazionali per l'AI; l'ACN fa la vigilanza del mercato. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS nei settori finanziari | C'è un soggetto che può controllare e chiedere conto |
| Sanzioni | Fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato per gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 AI Act; per le PMI vale l'importo più basso | Il "dire che è un'AI" diventa un obbligo con conseguenze |
| Violazioni lievi | Misure non pecuniarie per i casi di scarsa offensività | Chi corregge in fretta ha margine |
| Sandbox | Spazi di sperimentazione gestiti da AgID e ACN, con priorità a PMI e start-up | Utile a chi sviluppa, meno a chi usa |
Gli importi delle sanzioni sono quelli riportati da Agenda Digitale e da Ingenio. Il decreto contiene anche norme sul lavoro (le decisioni su assunzioni e licenziamenti non possono basarsi solo su un trattamento automatizzato), sulla formazione dei professionisti e sulla scuola, che qui non approfondiamo.
Cosa cambia per una telefonata gestita da un'AI
L'obbligo pratico resta uno. L'articolo 50 dell'AI Act chiede che le persone siano informate quando interagiscono con un sistema di AI, in modo chiaro e al più tardi alla prima interazione, salvo che sia evidente. Al telefono, con le voci sintetiche di oggi, non è quasi mai evidente. Quindi l'assistente deve presentarsi come AI nella prima frase.
Il decreto non riscrive questa regola. Le dà però un sistema di controllo. Fino al 22 ottobre l'obbligo esisteva, ma in Italia mancava chi lo facesse rispettare. Dal 23 ottobre l'ACN può vigilare e le sanzioni hanno un riferimento nazionale.
Formalmente l'obbligo dell'articolo 50 è del fornitore del sistema, cioè di chi sviluppa l'assistente. Il numero però è del ristorante, dello studio o dell'hotel, ed è il loro rapporto con i clienti a essere in gioco. Conviene verificare che l'avviso ci sia in ogni chiamata, anche fuori orario e quando l'assistente richiama.
Il decreto non tocca il GDPR. Se l'assistente registra o trascrive le chiamate, o raccoglie nome, numero e motivo della chiamata, l'impresa resta titolare del trattamento e deve dare l'informativa. Per i dati personali l'autorità resta il Garante privacy.
Per chi conta di più
- Studi medici e dentistici. Chi chiama può parlare di sintomi ed esami. Oltre all'avviso AI servono un'informativa privacy chiara e la regola di non fare domande cliniche al telefono. Ne parliamo nella pagina per gli studi medici.
- Ristoranti e hotel. Le chiamate sono tante e brevi, spesso in lingue diverse. L'avviso va dato in ogni lingua in cui l'assistente risponde: una frase sola, prima della domanda "per quante persone?". Vedi la pagina per i ristoranti.
- Studi professionali. Per avvocati, commercialisti e consulenti c'è anche l'obbligo di informare il cliente previsto dalla Legge 132/2025. L'abbiamo spiegato nella guida su studio professionale e AI al telefono.
Un esempio di apertura che rispetta l'obbligo: "Buongiorno, Trattoria Da Marco. Sono l'assistente virtuale del ristorante, un'intelligenza artificiale. Come posso aiutarla?". Sono tre secondi e chi chiama non è sorpreso dopo.
Cosa fare adesso: checklist in cinque punti
- Chiama il tuo numero. In orario, fuori orario e da un altro telefono: l'assistente dice di essere un'AI nella prima frase?
- Controlla le lingue. Se risponde anche in inglese o in altre lingue, l'avviso deve esserci in ognuna.
- Aggiorna l'informativa privacy. Registrazione e trascrizione vanno dichiarate, con un avviso breve a inizio chiamata e il rinvio al testo completo sul sito.
- Chiedi al fornitore. Fatti confermare per iscritto come gestisce l'obbligo dell'articolo 50 e dove sono trattati i dati.
- Tieni una persona raggiungibile. Una regola di trasferimento per le urgenze e una richiamata per il resto: è buona pratica, e chi chiama si fida di più.
Per la frase di apertura e i casi in cui ripetere l'avviso trovi più esempi nella guida su assistente telefonico AI e AI Act.
Come si comporta yourang.ai
Gli assistenti di yourang.ai si presentano come assistenti AI all'inizio della chiamata e danno l'informativa vocale sulla registrazione. Le regole di inoltro decidono quali chiamate passare subito a una persona, e le trascrizioni restano consultabili dalla dashboard. Trovi come funziona nella pagina dell'assistente telefonico AI.
Vuoi sentire come si presenta al telefono della tua attività? Prenota una demo: lo configuriamo con il nome, gli orari e le regole di inoltro che usi oggi.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per il proprio caso è bene confrontarsi con un legale o con la propria associazione di categoria.
Domande frequenti
Che cos'è il D.Lgs. 179/2026?
È il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre. Adegua le norme italiane al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act): indica le autorità di controllo, le sanzioni e alcune regole sull'uso dell'AI nel lavoro, nelle professioni e nella formazione. È in vigore dal 23 ottobre 2026.
Il decreto introduce obblighi nuovi per chi usa un assistente telefonico AI?
Non risultano obblighi specifici per il telefono. L'obbligo di far sapere a chi chiama che parla con un'AI viene dall'articolo 50 dell'AI Act, applicabile dal 2 agosto 2026. Il decreto stabilisce chi controlla e quali sanzioni si applicano se l'obbligo non viene rispettato.
Quanto si rischia se l'assistente non dice di essere un'AI?
Secondo le sintesi pubblicate, per le violazioni degli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 la sanzione arriva fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo. Per PMI e start-up si applica il più basso dei due importi, e per le violazioni lievi sono previste misure non pecuniarie.
Chi controlla il rispetto dell'AI Act in Italia?
Le autorità nazionali per l'intelligenza artificiale sono AgID e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), che fa la vigilanza del mercato. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS vigilano nei settori finanziari. Per i dati personali resta competente il Garante privacy.


