Studio professionale e AI al telefono: cosa dice la legge

Uno studio professionale può far rispondere al telefono un assistente basato sull'intelligenza artificiale, ma deve dirlo ai clienti. L'articolo 13 della Legge 132/2025 ammette l'AI nelle professioni intellettuali per le attività di supporto e chiede di informare il cliente sui sistemi usati. L'AI Act aggiunge che chi chiama deve sapere fin dalla prima frase che parla con un'AI. Dal 23 ottobre 2026 il decreto legislativo 179/2026 completa il quadro italiano, con le autorità di controllo e le sanzioni.
Questa guida è per studi legali, commercialisti, consulenti del lavoro e studi tecnici che valutano un assistente telefonico AI, o che lo usano già. Vediamo cosa dice ciascuna norma e cosa fare in pratica, senza trasformare la segreteria in un caso giuridico.
Le tre norme in breve
| Norma | Chi riguarda | Cosa chiede | Da quando |
|---|---|---|---|
| Legge 132/2025, art. 13 | Il professionista | AI solo per attività strumentali e di supporto; informare il cliente sui sistemi di AI usati | 10 ottobre 2025 |
| AI Act, art. 50 | Il fornitore del sistema | Chi parla con un'AI deve saperlo, al più tardi alla prima interazione | 2 agosto 2026 |
| D.Lgs. 179/2026 | Fornitori, utilizzatori, ordini professionali | Autorità italiane, sanzioni, formazione dei professionisti | 23 ottobre 2026 |
Legge 132/2025: l'AI come supporto, e il cliente informato
L'articolo 13 della legge italiana sull'intelligenza artificiale ha due commi. Il primo stabilisce che nelle professioni intellettuali l'AI serve "al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto", con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista. Il secondo chiede che le informazioni sui sistemi di AI utilizzati siano comunicate al cliente "con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo", per tutelare il rapporto fiduciario.
Per il telefono la lettura è lineare. Un assistente che risponde, chiede il motivo della chiamata, fissa un appuntamento o prende un messaggio fa un lavoro organizzativo, non professionale. Il confine va tenuto in configurazione: l'assistente non dà pareri legali, fiscali o tecnici, risponde solo con i testi preparati dallo studio (orari, documenti da portare, modalità di contatto) e registra le domande di merito per il professionista.
Il comma 2 è l'obbligo da non dimenticare. Lo studio deve dire ai clienti che usa un assistente telefonico AI e a cosa serve. Il modo più semplice è una clausola nel mandato professionale o un'informativa allegata. Secondo quanto riportato da IPSOA, il Consiglio nazionale dei commercialisti ha diffuso una clausola tipo per il mandato. ItaliaOggi riferisce di un modulo di informativa del Consiglio nazionale forense per gli avvocati. Conviene partire dal modello del proprio ordine.
AI Act: chi chiama deve saperlo subito
L'articolo 50 dell'AI Act si applica dal 2 agosto 2026. Il paragrafo 1 chiede che le persone siano informate quando interagiscono con un sistema di AI, a meno che non sia evidente. Il paragrafo 5 precisa che l'informazione va data in modo chiaro e distinguibile "al più tardi al momento della prima interazione". Al telefono, con le voci sintetiche di oggi, l'evidenza non c'è quasi mai: l'assistente deve presentarsi come AI nella prima frase.
L'obbligo del paragrafo 1 è del fornitore, cioè di chi sviluppa l'assistente. Lo studio però risponde al telefono con il proprio nome, ed è il suo rapporto con i clienti a essere in gioco. Il paragrafo 6 ricorda anche che restano validi gli altri obblighi di trasparenza previsti dal diritto nazionale, ed è qui che si aggancia l'articolo 13 della Legge 132. Abbiamo approfondito la frase di apertura e i casi in cui ripetere l'avviso nella guida su assistente telefonico AI e AI Act.
D.Lgs. 179/2026: autorità, sanzioni e formazione
Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre, entra in vigore il 23 ottobre 2026. Adegua le norme italiane all'AI Act. Per uno studio contano tre punti:
- Le autorità. AgID e ACN sono le autorità nazionali per l'intelligenza artificiale (art. 1). L'ACN fa la vigilanza del mercato, con Banca d'Italia, CONSOB e IVASS per i settori finanziari (art. 5).
- Le sanzioni. L'articolo 23 prevede per la violazione dell'articolo 50 dell'AI Act una sanzione fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo, se superiore. Per PMI e start-up vale l'importo più basso dei due. Per le violazioni di scarsa offensività l'articolo 22 prevede misure non pecuniarie.
- Le professioni. L'articolo 47 inserisce nella formazione degli ordini percorsi sull'uso dell'AI, compresi i profili deontologici e "gli obblighi informativi verso il cliente". I consigli nazionali hanno sei mesi per adeguare i regolamenti.
Il decreto non introduce una sanzione specifica per l'articolo 13 della Legge 132/2025. Il dovere di informare il cliente resta però un obbligo di legge, con conseguenze deontologiche e contrattuali: meglio metterlo per iscritto.
Dati personali: l'informativa vale anche per il telefono
L'AI Act non sostituisce il GDPR. Se l'assistente registra o trascrive le chiamate, o raccoglie nome, numero e motivo della chiamata, lo studio è titolare del trattamento. L'articolo 13 del GDPR chiede di informare l'interessato "nel momento in cui i dati personali sono ottenuti". Al telefono basta un breve avviso a inizio chiamata e il rinvio all'informativa completa sul sito.
Per uno studio la riservatezza pesa più che altrove. In configurazione conviene stabilire anche cosa l'assistente non deve chiedere al telefono, per esempio i dettagli di un procedimento o i dati di un fascicolo, e chi può leggere le trascrizioni.
Checklist per lo studio
- Mandato e informativa. Aggiungere la clausola sull'uso dell'assistente telefonico AI, partendo dal modello dell'ordine.
- Frase di apertura. Verificare che l'assistente si presenti come AI nella prima frase di ogni chiamata, anche fuori orario.
- Niente pareri. Istruire l'assistente a non rispondere su questioni di merito e a registrarle per il professionista.
- Una persona raggiungibile. Regole di inoltro per le urgenze (un termine che scade, un atto ricevuto) e una richiamata per tutto il resto.
- Privacy. Avviso sulla registrazione a inizio chiamata, informativa aggiornata, accesso alle trascrizioni limitato a chi segue la pratica.
- Formazione. Seguire i percorsi sull'AI che gli ordini dovranno organizzare in base al D.Lgs. 179/2026.
Come si comporta yourang.ai
Gli assistenti di yourang.ai si presentano come assistenti AI all'inizio di ogni chiamata e danno l'informativa vocale sulla registrazione, con la possibilità di opporsi. Le regole di inoltro decidono quali chiamate passare subito al professionista e quali diventano una richiesta di richiamata. Lo studio sceglie quali dati raccogliere e consulta le trascrizioni dalla propria dashboard. Nella pagina per gli studi professionali trovi esempi di chiamate, smistamento tra più professionisti e integrazioni con calendario ed email.
Vuoi sentire come risponde al telefono di uno studio come il tuo? Prenota una demo: lo configuriamo con le tue tipologie di appuntamento e le tue regole di smistamento. Per i dettagli tecnici guarda l'assistente telefonico AI.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per il proprio caso è bene confrontarsi con il proprio ordine professionale o con un legale.
Domande frequenti
Uno studio professionale può usare un assistente telefonico AI?
Sì. L'articolo 13 della Legge 132/2025 ammette l'intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali per le attività strumentali e di supporto. Rispondere al telefono, fissare appuntamenti e prendere messaggi sono attività di questo tipo: il parere resta del professionista.
Lo studio deve informare i clienti che usa un assistente AI?
Sì. Il comma 2 dell'articolo 13 chiede di comunicare al cliente le informazioni sui sistemi di intelligenza artificiale utilizzati, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Di solito si fa nel mandato professionale o in un'informativa allegata.
Chi deve dire a chi chiama che parla con un'AI?
L'articolo 50 dell'AI Act, applicabile dal 2 agosto 2026, mette l'obbligo in capo al fornitore del sistema: l'assistente deve presentarsi come intelligenza artificiale al più tardi alla prima interazione. Lo studio fa bene a verificare che succeda in ogni chiamata.
Cosa cambia con il D.Lgs. 179/2026?
Il decreto, in vigore dal 23 ottobre 2026, individua le autorità italiane per l'AI (AgID e ACN) e le sanzioni per le violazioni dell'AI Act, compreso l'articolo 50. Per le professioni prevede formazione sull'uso dell'AI, inclusi gli obblighi informativi verso il cliente. Non introduce sanzioni specifiche per l'articolo 13 della Legge 132/2025.


